"Penso di aver sviluppato un secondo Io in questa stanza. E' quello stupido pieno di se' che fa andare avanti lo scrittore. Esagero il dolore di scrivere, il dolore della solitudine, il fallimento, la rabbia, la confusione, l'impotenza, la paura, l'umiliazione. Tanto piu' angusti sono i confini della mia vita, tanto piu' esagero me stesso. Se il dolore e' reale, perche' gonfiarlo?
Forse questo e' l'unico piacere che mi e' concesso."
Don De Lillo - Mao II -

Sfiorivano le viole.

Mentre io aspettavo te, Nicoletta Migliore nasconde i coltelli che ha
in casa per paura di tagliarsi le vene.
Mentre io aspettavo te, Domenico Albigesi chiede la tesi in controllo
degli strumenti derivati nei mercati finanziari africani.
Mentre io aspettavo te, Antonio Senesi cerca di trovare un nuovo ritmo
sonno veglia compatibile con il mondo esterno.
Mentre io aspettavo te, si marcia per la pace, distrattamente e un po'
incazzati.
Mentre io aspettavo te, Manuel Agnelli si sveglia senza voce dopo un
concerto con troppi acuti.
Mentre io aspettavo te, un gruppo che fa cover di Rino Gaetano si
scioglie per la poca attenzione.
Mentre io aspettavo te, qualcuno odia con un odio sincero.
Mentre io aspettavo te, una troia squamata dal sole abbassa il
finestrino per sputare di fuori un fardello salato.
Mentre io aspettavo te, Napoleone contento del taglio decide che da
grande vuole fare il barbiere.
Mentre io aspettavo te, Gilberto Ancora prova a posizionarsi su google
con la chiave "Suore puttane"
Mentre io aspettavo te, su un blog qualcuno scrive la miglior prosa
del 1983.
Mentre io aspettavo te, la vicina lava la Ford e piazza una buona
polizza su un'alano pugliese.
Mentre io aspettavo te, qualcuno inventa un antifurto veramente
sicuro.
Mentre io aspettavo te, un ingegnere di Brema scopre la relazione tra
invisibilita' e viaggio nel tempo.
Mentre io aspettavo te, nell' asl 1 di Sondrio uno psichiatra trova la
chiave del suo armadietto nascosta dentro un manuale alfa test.
Mentre io aspettavo te, La sete rovina la giornata di 867 persone.
Mentre io aspettavo te, Franceso Niente sulla Firenze Bologna vede il
piu' bel tramonto della sua vita.
Mentre io aspettavo te, alle otto e quaranticinque del mattino quattro
inservienti part-time fanno jazz di gusto in una sala caldaie.



Golden Brown.

tra attesa e spada
la
domanda uguale
e il giorno che viene
tra il sogno e i suoi figli
tra la colpa e il bisogno
il tempo e l'utopia
lo sbaglio e l'azione
le labbra screpolate
la posta in arrivo
l'ora che e'
e il domani
di sempre
tra le maglie del mondo
e le grotte dell'io
tra corrente elettrica e
intercettazioni ambientali
tra carta argentata
e oro marrone
tra la tua distanza
e la nostra urgenza
tra le rose che meriti e
le macchie sui muri.

 

Un Miliardo di Indiani.

D.H. Lawrence inizia il suo "Serpente Piumato" con la descrizione di una corrida. Niente di originale penso. Lo ha gia' fatto Hemingway, milioni di volte.
Poi mi rendo conto che Hemingway lo ha fatto dopo. E riconsidero. Lawrence spiega che il toro non segue il torero ma il suo mantello.
C'e' questo toro subnormale che corre avanti e indietro per l'arena e si fa infilzare da chiunque, e si incazza, si stupisce pure, quando incornando il mantello sente che sotto non c'e' nulla.
Nulla.
"Punta all'uomo", "Segui l'uomo" grida la protagonista. Ora non e' proprio complicato trarne una sottile metafora di vita; Non serve una sensibilita' ultra sviluppata per immedesimarsi nel toro coglione.
Il problema e' che io toro non ci provo affatto gusto a farmi infilzare da queste checche vestite di payette, il problema e' che proprio non le vedo. E non e' nemmeno nella mia cazzo di natura di toro l'idea di sedermi in mezzo all'arena, con una marlboro in bocca, a guardare il pubblico ubriaco. Il problema e' che se pure trovassi questa calma zen, questa overdose da tavor, questa catatonia schizofrenica, questa ascesi da monaco buddista, la checca imparruccata del torero non tarderebbe un attimo a infilzarmi il culo.
Allora mi devo arrendere.
Arrendere.
Devo rassegnarmi a correre in lungo e in largo, come un cazzone daltonico, senza un reale obbiettivo, senza una vera meta.
E' la vita, dicono.
Ma la questione piu' grave, la domanda che mi toglie il sonno, e' un'altra: nel caso in cui la checca commettesse un errore, capita, e riuscissi finalmente a infilzare le mie sante corna nel suo rinsecchito culo, se fossi in grado di ristabilire un minimo di equilibrio nel rapporto karmico uomo-toro, se riuscissi finalmente ad ammazzare questo figlio di puttana di un torero, me ne renderei conto?
Ne sarei consapevole?
Felice?
Capirei?
In pratica, il toro, vince solo per sbaglio?
D.H. Lawrence inizia il suo "Serpente Piumato" con la descrizione di una corrida. Lawrence spiega che per nulla al mondo un torero si batterebbe contro una mucca.
La mucca
Punta
All'uomo.

E non ti incazzare se gli ingegneri indiani ti tolgono il lavoro.

 

Trasandatezza formale. ("Una Pura Formalità" Spoiler)

"Credo sia successo a causa del freddo. Il freddo e il peso di quel
metallo tra le mani, quell'euforia, l'eccitazione, una strana, una
strana, come una strana speranza, una disperata speranza.
Credo fosse d'inverno, ma non ne sono del tutto sicuro, e' difficile
associare un, associare un ricordo ad un mese, a una stagione.
Comunque ricordo le gambe, ero, ero non dico felice ma almeno,
almeno, mi viene in mente la parola stabile. Stabile, ero, ero stabile.
Ero su uno sgabello al lato del tavolo e lei mi era di fianco, con quelle gambe.
Credo sia successo a causa delle gambe.
L'avevo gia' vista, gia' incontrata, ne sono sicuro, ho questo ricordo
di lei, come piu', questo ricordo di lei che ride ancora, ancora, come
pura.
Nota subito i miei sguardi e forse, e forse a pensarci e' proprio li'
che e' iniziato tutto.
Era come, come lusingata dai miei sguardi, ed era davvero bella, di
quelle che avrebbero potuto lanciarti almeno un occhiataccia o
spostarsi o coprirsi o almeno, almeno un occhiataccia, invece era
come, era come lusingata dai miei sguardi.
E poi quegli occhi neri e quella pelle scura e le gambe, e tutto,
tutto, tutto, ogni sguardo, era, era leziosa e anche come, era
perfetta e anche, anche incoscientemente coraggiosa e poi come
insoddisfatta, infelice.
Era come infelice. Come sola, insoddisfatta, incredibilmente sola e
piccola e avara e perfida e meravigliosa e piccola e a momenti sicura
e sola, come infelice.
E poi giorni lunghissimi, i mesi e le stagioni e giorni, un'infinita'
di giorni, con lei i suoi vestiti, ricordo i suoi vestiti, quella
maglia e la pelle nera e gli occhi e dentro lei per ore, giorni
lunghissimi, dentro lei e giorni e poi il sole e lei che nasceva come
da me, stringeva forte, e i baci e gli occhi neri e le
notti lunghissime e la fiducia, la speranza, la certezza, la, la paura
completamente scomparsa, come per sempre, come pensare alla
morte in, la sicurezza, la gratitudine, la certezza.
Una sera, questo lo ricordo chiaramente, la vidi seduta sul tetto.
Vivevo al quarto piano di un vecchio palazzo e a lei piaceva. Una sera
la vidi seduta sul tetto con le ginocchia raccolte tra le braccia,
completamente avvolta in una maglia bianca. Il tramonto e lei, mi
piomba in testa quest'idea, leggera, perfetta, un attimo, una spinta e
poi' giu', a seguirla, per sempre. Per sempre.
Credo sia iniziato tutta da qui, da quest'idea di doverla comunque
perdere, prima o poi l'avrei persa, l'avrei comunque persa ne ero
certo.
Ho sbagliato, se potessi torner, se potessi sarei meno.
Giorni uguali, solo, e appostamenti imbarazzanti e giorni neri e
ancora un barlume d'orgoglio, o come una speranza, la speranza, la
certezza che non supplicando, non strisciando, sarebbe tornata.

E' poi il tuffo. Annegare. vederla cosi' e non con me, come, come
annegare.

Freddo paura speranza rabbia vergogna eccitazione sfida la pistola in
bocca il clic del cane carne bruciata e la pallottola che graffia
prima di arrivarmi in testa"


SpiegamiSara.

Trovare la differenza tra verita' e verita' supposta perche' si parte
si prende a mettere le cose in un sacco e a calcolare le coincidenze
dei voli e le coincidenze punto e' il senso comune cucito addosso la
razionalita' dell'irrinunciabile o la noia distruttiva o il senso di
colpa di colpe lontane il rimpianto di un falso errore che ti trascini
addosso o semplicemente la voglia di vedere che succede o la speranza
celata di raccogliere la scusa per un futuro recluso altrimenti
inspiegabile o la voglia di rompere il presente per tornare a
raccoglierne i cocci in un futuro lontano resti da stringere al petto
o appendere al muro in cornici di bugie o per allargare e restringere
una scala di valori che solo una mancanza sorda puo' confermare o per
aspettare che qualcuno venga a prenderti e a trascinarti per i capelli
e rinchiuderti in una prigione concreta fatta di sbarre e di catene
strette una prigione che abbia finalmente un senso o solo per studiare
i propri pensieri da un angolo acuto capire gli schemi che regolano i
tuoi istinti e il mondo dietro una finestra nuova pesare con un metro
inusuale l'incidenza delle proprie azioni tra strade di perfetti
sconosciuti per trovare la differenza trovare la differenza tra
verita' e verita' supposta

 

Todos y Nada.

Esco di casa e lo stomaco mi dice che ho dimenticato qualcosa:
l'accendino in bagno, il gas aperto, di infilarmi i pantaloni.
Due rette parallele non si incontrano mai.
Piove di gocce grosse che ti fulminano il collo, e poi giu' a frustare
la schiena.
E' tuttavia possibile immaginare un punto talmente lontano.
E' il presentimento di un evento accaduto, una preveggenza
retrospettiva, l'immagine di un futuro nuovo eppure, in qualche modo,
vissuto.
Ma talmente lontano nello spazio, in cui le rette si incontrino.
La bugia solita mi guida avanti.
Chiameremo tale punto: "Punto Improprio".
La chiara sensazione che ci sia da qualche parte, pronta a saltar
fuori, la decisa volonta' di compiere un gesto qualsiasi, un azione
concreta, una mossa tangibile.
Una proprieta' lega una struttura ad un‘altra ad essa complementare:
la legge di dualita'.

E' il vuoto pieno della non vita, l'attesa.
Sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche
come gli elettroni, esse sono capaci di comunicare istantaneamente
l'una con l'altra.

Devi solo aspettare mi dico, tranquillo, c'e' solo da aspettare.
Indipendentemente dalla distanza che le separa.
Nulla di nuovo mi dico, tranquillo, nulla di nuovo.
Sia che si tratti di un metro o di dieci miliardi di chilometri.
Nulla di nuovo, tranquillo, nulla di nuovo.

 

 

Generale.

Stazione. L'orologio dice sei e otto minuti. Quattro avanti. A terra
nel cesso e' tutto sangue e siringhe da insulina. Devo pisciare, pieno
di diabetici penso. Accendo un'altra, ho gia' perso il conto. Non e'
l'unico. C'e' una checca, -ora verra' ad abbordarmi- penso. Sono
bello, sono proprio bello, rimbalzo sul vetro dell' edicola con la
barba sfatta e le spalle strette. Mi riconosco. - Prendi per Milano?
-. Basta uno sguardo, e' gia' andata via. -Occhi paralleli- penso,
-Occhi paralleli- come la grande bestia. Non ho valige, un borsone
nero mi starebbe bene accanto. Sono sveglio da settantadue ore,
non ho sonno, -Ne ho fatte di peggio- penso. Mio padre e' morto quattro
giorni fa. Dopo il funerale si e' scoperto che aveva svenduto tutto
quello che aveva. Il denaro perso non vale lo spettacolo che mi hanno
offerto i miei fratelli saputa la notizia. Rido, rido forte, uno mi
guarda male. -Occhi paralleli- penso, basta uno sguardo. In tasca ho
un assegno, lo stronzo ha pensato bene di liquidarci
cosi'.Impersonale. Anche da morto. In treno mi viene sempre duro, non
capisco bene perche'. Forse lo capisco pure. Sono seduto affianco e di
fronte a due puttane. Le mie fantasie erotiche sono ambientate per
buona parte in treno ed hanno quasi tutte come protagoniste delle
puttane. Due piu' due. Poi si fa davvero tutto lento e nel silenzio
sento il mio prof di matematica che mi chiama. E' il controllore a
doppiare i miei incubi, mi sveglia e stavolta mi guarda male lui. La
Francia e' Francia. Entro. Nessuno mi nota. Mi avvicino al tavolo e
lascio cadere il pezzo di carta. Tre minuti lunghi. Il pinguino dice
qualcosa di incomprensibile, poi tira fuori la paletta e rastrella
quasi tutto, assegno compreso. E' bellissimo essere giovani e stronzi.



Primo sangue.

Il ragazzo c'ha pure ragione, che coi pugni chiusi e i capelli unti
viene a parlarmi d'onore.
Il ragazzo c'ha ragione ma non sa bene da che parte prenderla che e'
partito dal verso sbagliato.
Il ragazzo e' squarciato dentro e ancora va cercando sale, per sentir
bene da dove viene il dolore; quando capira' dove leccare, forse,
raccogliera' i sensi di quelle parole buffe che un cherubo dispettoso
gli ha rovesciato in bocca.
Il ragazzo cambia gli occhi e dice: -Ehi confuso, qui manchiamo di
duelli- e da storico mediocre mi continua di ottocento, di padrini, di
guanti, di leggi e paura di prigioni.
C'e' scritto in troppi film per beccarmi impreparato.
C'e' scritto in troppi film, che gli spiego che il duello oggi c'e',
pure soverchio.
E' fatto male ed e' fatto da codardi e forse Qualcuno ci direbbe che ci
lascia insoddisfatti.
E' fatto male che oggi sparare, tirar di spada o di fioretto conta
poco.
Quello che conta, e ce lo contano da sempre, e' altro; e' il barroccio
con cui giri, la donna che accompagni e' il colore dei capelli.
E i duelli duran vite, a inseguire nastri rossi.
Carina, quante volte hai pensato di sistemar qualcuna facendo una
tintura?
E tu belluomo, che hai il mobile del cesso che straripa
" Quattroruote".
E magari a troppianni, con la pancia contro il nastro, sei li',
orfano, a cercar pubblico e medaglie.
Te ne accorgi a troppianni che il duello ha un altro senso.

Pensa a Sergio che ne ha raccontati mille o a quel Tyler di cui parlo
troppo spesso, e quel tipo nel film nuovo, che gli fanno mamma santa?

Il duello ha un altro senso, che forse il cocainomane in trasferta non
c'aveva tutto il torto.

Rintocco di campana, e' mezzogiorno, e' tardi per cambiare, il vento
soffia, ma e' come se non fosse, gli altri guardano, scomparsi.
E' l'ultimo dong, tiri fuori la pistola e vedi , Finalmente,
nell'occhio destro dell'altro, la risposta.
Chiaro, come valigia pesante, come polso spezzato, come sabato
mattina, ti vedi.
Per la prima volta.


 

Danneggia gravemente te e chi ti sta in torno. (PensaSemplice)

Uno due, uno due, uno due, uno due, uno due 3 quattro cinque, uno due,
3 quattro 5 6 sette, uno due, uno due, uno due. Respira. Uno due. Chi
ha detto che il viaggio di ritorno sembra sempre piu' breve? Uno due,
uno due. Chi e' quello stronzo? Uno due. Conta. Uno due. Sto tornando
o sto andando. Uno due, qui e' tutto: capirlo. Uno due. Ci mancava
solo questa stronza. Uno due. Troia cosa cazzo hai da sorridere? Uno
due. Siediti e smettila di fissarmi. Uno due. Uno due. Uno due. Ma
cosa cazzo hai da sorridere? Uno due, 3 quattro. Non la spengo brutta
troia salutista, e' un cazzo di scompartimento per fumatori se non ti
va bene raccogli la cellulite e vai a bearti fuori dalle palle. Uno
due, ma cosa cazzo guardi? Uno due. Fottuto La Porta. Uno due. E' lui
che sforna queste quarantenni troie new age del cazzo. Uno due. O e'
stata sbattuta da poco? Uno due. Vecchia vacca. Uno due. Uno due. No
questa e' proprio una di quelle. Uno due. Una di Quelle che hanno
capito tutto. Uno due. Stronza. Uno due. Questa e' una di quelle che
hanno superato "Un grande dolore". Uno due. Una di quelle che ti
vendono merda e paura per coraggio e voglia di vivere. Uno due. Ancora
guardi?. Uno due. Fottuto La Porta. Uno due. Fottute profezie del
cazzo. Uno due. Fottuto Hillman. Uno due. Fottuti animalisti,
analisti, ambientalisti, fottuto Prozac. Uno due. Fottuta Kawa Kawa.
Uno due. Sto per morire lo sento. Uno due. Non e' nulla. Uno due.
Ricordi l'ultima volta, sei stato peggio. Uno due. Poi E' passato. Uno
due. Stavo peggio? Uno due.
- Scusi giovanotto-
Scusi? Giovanotto?
-SI'?-
-Vede, vorrei dirle che c'e' solo una cosa che fa piu' male del fumare
troppo - Pausa - E' il pensare troppo -
aspetta si' di testa.
- Vede, la vita e' complicata ma non e' con idee complicate che la si
semplifica -.
Cazzo. Che la troia avesse ragione?
Prendo la sacca e faccio per scendere, sulla porta:
- Cosa? -

 

 

v.

Vieni domani, a svegliarmi, ridendomi nel sonno.
Porta i capelli neri e l'impudenza di donna. Bacia la mia spalla e
canta una canzone. Che abbia un ritmo lento e divertito, ninnananna
capovolta. Porta burro e appagamento, porta la voglia di presente,
porta la stasi bastevole del guardarti il collo. Accendi la radio,
salta le voci dei dj e le notizie, con la noncuranza che meritano.
Porta la fedelta' rabbiosa del cane e le fusa del gatto, solo in
apparenza ruffiane. Niente caffe', solo baci lunghi, a cancellare
l'amaro. Porta il coraggio dell'amore, la fiducia suicida. Porta il
fresco calore di cui sei padrona e il rossore dei tuoi capezzoli
aguzzi. Porta sabbia fine nelle scarpe e neve calda nelle tasche.

Se queste cose non le trovi che domani e' domenica, passa almeno
all'autogrill e prendimi un camogli con una coca media che c'ho il
frigo vuoto.


 

S.C.

Almeno evita di usare frasi del tipo: "E' stato molto bello" o "Mi e'
piaciuto tanto". Anche se non mi dispiacerebbe un "Nessuno mai mi
aveva scopata in questo modo" o cose del genere. Cerca la calza destra
tra i miei vestiti sporchi, ha un bel coraggio. Una coraggiosa
ventiduenne in autoreggenti.
Non capisco come faccia ad avere i capelli cosi' in ordine. E' una
caratteristica comune a tutte le donne che riesco a scopare: si alzano
dal letto con questa chioma che scende contenta e fluente sulle
spalle, io in testa ho qualcosa che mi regala un aspetto a meta' tra
Burt Simpson e l'onorevole Schifani.
Ho anche pensato di usare qualche trucco alla "Tutti pazzi per Mary"
per rovinarle l'acconciatura ma al momento opportuno mi e' mancato il
coraggio.
Sta lottando con qualcosa in cucina, se torna con un caffe' la sposo,
o almeno la richiamo.
Mi ricordo di come qualche anno fa una situazione del genere sarebbe
stata impensabile, troppo preso tra camice di marca e shampoo
antiforfora per capire davvero su cosa puntare. "Minchia e botte",
" Botte e minchia", ripeto mentalmente il mantra di un amico siculo
mentre cerco di capire quanto l'attico e la Porsche abbiano
condizionato i desideri dell'innocente e pluriorgasmica "giornalista
free lance" che ha lasciato una calza nera sotto il mio cuscino.
C'e' da pagare il bollo o la settimana prossima c'e' l'ora legale,
penso a qualcosa del genere mentre una voce stridula mi annuncia che
e' pronto il caffe'.
Silenzio lunghissimo.
Finalmente si decide ed entra in camera con addosso la calza ed una
camicetta rosa: "non trovavo il piattino", cazzo il piattino.
E sono cosi' compiaciuto che a momenti le darei un'altra botta.

 

Invecchia la pelle.

Digerisco il mio stomaco, commuovo i miei pensieri. Le ali spezzate
battono bianche, contente delle piume. Forzo incastri senza attrito in
disegni molli e sufficienti. Mi arrendo ai segnali stradali e alle mie
mani. Manca qualche foglia in questo quadro opaco di pigrizia.
Le comparse ridono, soddisfatte per l'ingaggio. Qualcuno muore. Colori
inscatolati. Viaggio grigio in percorsi semicurvi suggeriti
parzialmente.
Tra i fori di rovine di totem complici si intravedono vecchie stanche
conoscenze.
La semplicità non ha valore. Il tempo e' un utopia. La metafisica
moderno passatempo inglese. La volgarita' acquista peso raccogliendo
sensi. Le ombre sono ombre. I missili partono divertiti. Anche il
treno ha smesso di uccidere. Bagni pubblici si riscaldano di
sentimenti impellenti. Tavor consapevoli. Bottiglie vuote e scrivanie
quadrate. Libri solubili per bicchieri a meta'.
Spazi seguiti da spazi.
Tornano i topi di sempre, sussultando, a coppie.
Spingo di schiena in discese palindrome. Accordi. Musica elettronica
rivela profondita' alle pareti. Nausea vomita se stessa.


 

Ho preso trenta.

Io che ci avevo appunto una cosa da dire che anche se ubriaco mi viene
a ricordarla ma solo per contorni che e' una parola usata troppo. I
bar cambiano gestori e le fedi degli sposi aumentano di prezzo i
commercianti sono tutti ricchi e i pizzaioli tutti incazzati. Faccio
il cameriere e vengo a dire a te seduto che fai la bella vita mentre
io lavoro ma lavoro per paura di stare da solo che la caritas le mense
le ha aperte da un sacco e allora a te faccio pesare la camicia bianca
sperando in una mancia diversa dal contante. I tizi al semaforo
vendono l'orgoglio e ci guadagnano pure bene. La puttana e' diversa se
sei brava ti diverti pure altrimenti sempre li' ad accendere falo' e
parlare alle colleghe i clienti si fermano e vedi la macchina gia'
dalla faccia capisci se vogliono o meno, se sono in piu' di due quasi
sempre vogliono sfottere e ti chiedono quanto costa il culo. I demoni
sono pigri a entrarmi nelle mani che devo iniziare a spingere il disco
soffiando e aspettando che lo sono. Arrivano con la voglia di pisciare
che a ventanni c'ho la prostata da museo a firenze c'e' il social
forum e i baroni. Se scrivo social forum mi schedano? Sono gia'
schedato. La digos deve essere un bel mestiere ragazzo i documenti ha
precedenti l'assicurazione svuoti le tasche stia lontano prego
centrale la targa ha numero ma rispettiamo la privacy che c'e' rodota'
e le veline che posso dire che sei un cannibale ma non il cellulare-
gli 899 sono un buon affare che pistocchi l'ha capito e alle sei e un
quarto ti chiede di giocare la gente non ha proprio un cazzo da fare
un cazzo da fare vorrei essere volgare ma la cosa piu' nobile e'
capitata in mano a tutti unico dono dal cielo a salvare i venditori di
calzini quando e' l'una e al mercato fa tardi e vaffanculo vaffanculo
vaffanculo e sono salvo Masini ha fatto una canzone che diceva
vaffanculo e poi tutte avevano almeno uno stronzo un cazzo una puttana
da qualche parte ma sei pazzo a parlare di masini che ti perdi la
stima della gente la gente e' tutta roba buona che il prezzo e' una
legge dell'offerta e della mancanza dell'abbondanza e del tempo da
ingannare e viaggio con celine nella notte e so che non sono solo che
c'e' una che pure lei guarda la precisione del caso lo sta leggendo
l'opera di qualcuno va vista tutt'insieme quello ha fatto un solo
libro buono il primo che tipo orson welles come si srive fa quarto
potere come primo film ma allora sei stronzo fai i fichissimi a
vent'anni e quarto potere conservalo a novanta che poi ti lamenti a
lavorare con toto' che bras e' uno zozzone ma ha fatto paprika che
scopano sul treno e marzullo c'ha la jaguar che l'ho visto io a roma
ed e' pure un bell'omino che hai fatto a roma sono stato al jazz cafe'
jazz cafe' poi al locale che e' venuto max gazze' che ha preso il
basso che pure a napoli una sera a piazza san domenico me l'hanno
raccontato col jambe' suonava per le strade e la gente lo seguiva ma
che sei pazzo a parlare dei tipi famosi che ti rompono i coglioni che
poi perdi la stima della gente della gente che la gente non ha un
cazzo da fare i demoni se ne vanno e manco l'alba che li hai cacciati
per inseguire la gente di nuovo l'hai fatto poi sta cosa hai
intenzione di cancellarla come andrebbe fatto sempre per poi
ricordarla bene o la vuoi sottoporre a una analisi circostanziale di
qualcuno che ti manca da scoprire . il cappotto appena preso , oggi,
e' diventato un abitudine aspetta che rileggo. finito. No c'e'
un'ultima cosa che volevo dire gli integratori di sali minerali fanno
male l'aspartame ci uccidono gli elefanti e il caffe' va preso al bar
con la tazzina girata si' la tazzina girata col manico a sinistra che
non ci beve nessuno da quel lato sono furbo che se per caso ci beve
qualcuno da quel lato o e’ mancino o e' un amico ipocondriaco che sicuro ha
profilassi occidentale no come in india che fanno il pane con la cacca
delle vacche e poi torni con l'epatite che dopo il fegato a trent'anni
di distanza se ne parte ma c'e' antinori rael e altra gente che dicono
che non hanno un cazzo da fare e allora a inventare religioni come
quegli altri che se dici il nome del loro dio ti citano per violazione
del copyright che andrebbe scoperto alla fine del percorso, un dio
protetto dal diritto d'autore che sono tutte cose vere e le spie se le
segnano pero' m'apprezzano per la cultura eterogenea che e' una parola
bellissima che ho sentito e poi le d e i cognomi altolocati e i nomi
belli come il mio che mio nonno era una gran persona e mi puliva le
orecchie e prendeva il vino in cantina e mi faceva vincere a carte
senza farmene accorgere non come l'altra nonna ancora viva che lo
faceva vedere e mi umiliava e allora ero io che la mandavo affanculo e
avevo gia' le idee chiare troppo chiare siamo ormai giovani per queste
cose ci dobbiamo arrendere ai formati e all'impaginazione delle cose
che e' bella e al limite ti fanno pure scegliere il carattere courier
new che senza non sono capace e pensi che c'e' qualcuno che e'
arrivato a leggere fino qua e ti rendi conto che non sei l'unico
stronzo. la paura alla fine viene sempre dal piacere.

 

Ho un cugino belga, anzi due.

Doroty si chiamava quella del mago di Oz?
Come ogni tre mesi, oggi, torno dal patologo. E' uno stronzo. Sa
benissimo che sono un ipocondriaco della madonna e ogni volta si
diverte a farmi cagare addosso. Stavolta no. Entro e lo trovo con una
faccia nuova. Non e' il solito presentimento infondato stavolta, e'
qualcosa di diverso, e' una serena certezza. Non dico nulla e attacca
lui. Vedo soltanto la bocca muoversi, decifro le espressioni facciali
mentre una calma confusa e definitiva mi prende tutto. So gia'.
Soltanto sulla porta mi viene un dubbio e chiedo "Cancro dove?" -
" Colon" dice lui, con una faccia da poster.
E' come dopo la prima scopata o come quando ti muore un padre, non e'
mai come te lo aspettavi. Ed e' la diversita' tra il supposto e il
reale l'unica cosa che mi inquieta.
Straniero mi sento. Scendo in strada e nessuno parla la mia lingua, i
passanti mi fissano come un turista coglione a caccia di polaroid, ho
problemi con la valuta. Chissa' come cazzo funziona un autobus. Non
straniero, di piu'. Mi sento come la fottuta Doroty: sbattuto con
tutti i mobili, la casa e il cane, in un merdoso mondo parallelo,
ostile e surreale. Dove cazzo e' il bianconiglio? No, quello stava nel
paese delle meraviglie. La morte che mi aspetta non e' delle migliori
ma non mi preoccupa. Mi incazzo soltanto quando mi rendo conto, che
proprio ora, non ho nessuna paura: della morte del dolore; almeno
adesso posso fumare tranquillo.
Se, se, se. Se mi dicono che mia moglie mi tradisce; se mi dicono che
mio figlio si droga, se mi dicono che Busi e' eterosessuale; se mi
dicono che sto per morire. Tutti se inutili. "Sto morendo" dico, " -
" E sticazzi?" mi dice il passante. E c'ha pure ragione. Ci dovrebbero
essere delle fasi, mi pare; l'ho letto da qualche parte o l'ho visto
in un cartone animato. Mi sa che sono nella fase del coglione. E' una
fase lunga.
" Sto morendo" dico, " - "E sticazzi?".



Compro una vocale.

L'ingresso e' a nord, a occhi chiusi vedi un cerchio.
Attratto dal centro, punto matematico, giochi con i numeri e con la
gratitudine.
Senti un nuovo conosciuto, un ricordo altrove, nuotando tra
circonferenza e latitudine.
Le percezioni variano per l'alcol e le droghe, imponi il ricordo.
Primo errore.
Non sai come, ti prende a noia. E megalomane ti spingi verso il
centro.
Peccato originale.
Girare, girare, girare urlava la pazza nei vicoli di Roma.
Immancabile ti perdi. Sbagli.
Torni sui tuoi passi. Primo errore.
Solo orme inutili per un percorso dissoluto. Dissolto.
Muori.
Morte lunga. E paura.
Ancora paura.
Di nuovo paura.
Chiedi come.
Implori.
Nessuna risposta. Primo miracolo.
Dal fondo ti raccoglie il nulla, la febbre ti pulsa nelle tempie.
Maneggi il vuoto in bolle di vetro.
Altra strada.
Nuovo.
Vita tonda e senza argini.
La supplica diventa esercizio, preghiera per il pubblico di chiesa.
Muto.
Aspetti.
Correndo.

 

IL mattino ha Loro in bocca.

La chiamano sindrome del gufo.
Succede che stai ore e ore a programmare gli impegni del giorno
seguente. Te li metti tutti fitti fitti e uno vicino all'altro, c'e'
una tabella di marcia precisa, serrata ma all'apparenza realistica.
Succede che ora sai per certo che non c'e' bisogno di un "lavoro
normale" per campare. L'hai dimostrato, ti e' costato anni di rotture
di coglioni dai parenti e prese per il culo dagli amici ma sei
riuscito a costruirti una vita che puoi gestire tranquillamente dal
tuo eminflex. Eppure succede che ti viene proprio la voglia. Ti viene
la voglia di sapere quale magnifica sensazione si provi ordinando,
sveglio di buon mattino, un cappuccino e un cornetto caldo in un bar.
E poi succede che immagini e programmi tutta una vita fatta di
risvegli all'alba. Una bella vita con rapporti sociali normali, con
pasti normali, con acquisti normali, perfino con donne normali. Ci
credi.
Succede che sai benissimo che una sveglia non basta e allora ne piazzi
un paio e in piu' programmi lo stereo, in modo che ti spari su per i
timpani tutti i suoi 300 watt. E poi succede che dopo aver svegliato
tutto il vicinato, cani e pesci rossi compresi, con "Dentro Marilyn"
il Buon Manuel ti dia la botta finale con "Tutto fa un po' male". E
succede che proprio sulla strofa "Quello che sognavi ti fa ridere da
quando sai che non lo puoi piu' avere" tu apra gli occhi. In quel
preciso momento c'e' un solo pensiero che ti avvolge tutto, una santa
rivelazione che ti raffredda i piedi e ti chiude lo stomaco, una
celeste illuminazione che non lascia spazio ad altro, una sola frase
che ti tuona prepotente in testa: "Ma chi cazzo me lo fa fare?" e ti
riaddormenti.
La chiamano sindrome del gufo, io la chiamo consapevolezza mattutina

Bruciature di sigaretta. ("Fight Club" Spoiler)

Cosi' dovrebbe essere un uomo? Con la canna di una pistola in bocca ti
esprimi solo a vocali. Mi facevano pena quei ragazzi ammassati nelle
palestre. Alla fine tutti ci sentivamo salvi. E se e' il mese
prossimo. A volte Tyler parlava per me. Divento' il motivo per
tagliarsi i capelli e accorciarsi le unghie. Anche la Monnalisa cade a
pezzi. Mi facevano pena quei ragazzi ammassati nelle palestre. L'auto
miglioramento e' masturbazione, l'auto distruzione invece. Le
celebrita' sulle riviste, la tv con cinquecento canali, il nome di un
tizio sulle mie mutande, i farmaci per capelli, il Viagra.
L'arredatrice Martha Stewart. Fanculo Martha Stewart. Sai cos'e' un
piumino? Quattro boccali di birra e ancora non riesci a chiederlo. Con
l'insonnia nulla e' reale,tutto e' lontano, tutto e' una copia di una
copia di una copia. Mi facevano pena quei ragazzi ammassati nelle
palestre che volevano somigliare a quello che gli dicevano Calvin
Klein o Tommy Hilfigher. Fanculo Martha Stewart. Ho trent'anni sono
piccolo. Le api se ne vanno, il fuco vola via. Fanculo Martha Stewart.
La tragedia, diceva, era che non succedeva mai. L'assicurazione paga
il triplo se muori durante un viaggio di lavoro. Tutto e' una copia.
Calmi come la vacche indu'. Con l'insonnia nulla e' reale. La mia
tetta sta marcendo. Ho lo stomaco pieno di xanax. Dovrai tenermi
sveglia tutta la notte. Marla. Fanculo Martha Stewart. Sto per
andarmene. Alla fine tutti ci sentivamo salvi. Non crederai mai al
sogno che ho fatto stanotte. Portavo bigliettini a genitori che non si
parlavano. Il cazzone ha aumentato le filiali. Ho trent'anni sono
piccolo. Snodata pero' quella porca. IL materasso e' avvolto in una
plastica scivolosa. L'assicurazione paga il triplo se muori durante un
viaggio di lavoro. E trovate il vostro animale guida. Questa e' la tua
vita. Scivola. Ho lo stomaco pieno di xanax. Dovrai tenermi sveglia
tutta la notte. I nostri padri per noi erano come dio. E'
illuminazione prematura. I nostri padri per noi erano come dio. Dovrai
tenermi sveglia tutta la notte. Mi guardo intorno in questa stanza e
vedo tanto coraggio. Vorrei solo essere scopata per l'ultima volta. I
nostri padri per noi erano come dio se i nostri padri se la svignavano
questo cosa ti fa pensare di dio. Hai promesso tre volte. Una casa
piena di condimenti e niente cibo, Doveva essere martedi', aveva la
sua cravatta blu fiordaliso. Se i nostri padri se la svignavano questo
cosa ti fa pensare di Dio. Vuoi darle l'ultima botta. Diventai il
piccolo centro caldo del mondo. E' sangue tuo quello? Puoi bere mezzo
litro di sangue prima di vomitare. Si', io sono illuminato. Le api se
ne vanno, il fuco vola via, la regina e' schiava. Ha riallineato le
mie percezioni. Dinamite fatta in casa. Sono il sudore freddo di jack.
Sono il colon di Jack, mi becco il cancro e ammazzo jack. Ha
riallineato le mie percezioni. Si chiama bruciatura chimica. Senza
dolore senza sacrificio. Quest'uomo e' pericoloso e questo pazzo con
la camicia oxford potrebbe anche esplodere e poi correre di ufficio in
ufficio con un'armalite AR 10 potente carabina semi automatica di
stampo militare. Dentro e dietro e sotto. La domanda Raymond k.
Hessel. E lo vedo sprecato. Pompa benzina, serve ai tavoli o schiavi
con i colletti bianchi. La nostra grande guerra e' quella spirituale.
Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinti. La nostra
grande depressione e' la nostra vita. Marla Singer. Il suo nome e'
Robert Poltsen. Marla: il taglietto sul tuo palato che si
rimarginerebbe se la smettessi di stuzzicarlo con la lingua. Mi chiedo
se le donne. Io sono illuminato. Cibo pulito. Volevo distruggere
qualcosa di bello. Twinal rosso e blu, Seconal rosso squillante.
Mi hai conosciuto in un momento molto strano della mia vita.

 

 

E' finita.

Sono stanco, sono veramente stanco. E' l'unica parola che mi viene in
mente: stanco. Tutto, ho provato tutto: filosofie e poesie e rabbia
canalizzata e rabbia diluita e desiderio di morte e stili e
vaneggiamenti e vanita' e rabbia e rabbia. Nulla, religione e gloria,
successi e autodistruzione, citazioni e sorrisi, ricordi e fantasie
sogni, sogni, sogni, sogni costruiti e distrutti: modificati,
migliorati, adattatati.
Niente: donne, uomini, gelati, cinema, televisione, nuoto, animali,
terra e amache. Niente. Niente. E sono stanco, solo stanco. Stanco.
Masturbazione e sesso anale, caviglie rotte e dolore ricercato,
barbieri e riviste, musica, nazioni, supermercati, soldi e progetti e
niente, niente.
La stanchezza torna, senza paura, senza ostacoli piena d'oltraggi. E
passa, passa veloce.
Questo non mi tranquillizza, non piu'. So che passera' e tornera' di
nuovo. E la mia vita sara' ancora in mani non mie, pronta a essere
manipolata da istinti e ragionamenti altrui, condizionati da show
televisivi, sogni bagnati e letture pacifiche.
Serve? La risposta e' si'. Serve.
Il fatto che valga la pena di vivere non mi salva, ora. Peggiora le
cose, tutto e' ancora meno sopportabile, meno spiegabile, meno
imputabile, meno attaccabile. Sono stanco.
E' finita.


 

Musica, musica, musica.

Giorni vuoti sazio, sottile.
Meccaniche confuse solide,
trappole di specchio.
Corde tese stonate, gravi.
Gengive sensibili, lavagna.
Pavimenti colla lucido, gomma.
Grate contro il niente,
l'istinto.
Freddo, caldo, caldo. Freddo.


 

Articolo 18.

Mario e' un grand'uomo. C'ha una passione per gli animali. Fino all'anno scorso lavorava coi pitbull, c'aveva na tecnica sua per farli cattivi. Li pigliava a cinque o sei, ancora cuccioli e poi ci campava assieme per un tre mesi. E quando dico campare assieme dico proprio farci tutto, che al cesso c'aveva la porta aperta e li carezzava pure cagando. Poi a uno a uno li chiudeva nei gabbiotti, che sono delle celle che c'ha in soffitta, tipo un metro per un metro. Dopo un paio di settimane ne cacciava uno, e questo, ovviamente, tutto contento, gli saltava addosso, lo sleccava e cazzi vari. Allora lui, tutto tenero, li portava alla ghigliottina, che e' una cosa che con la ghigliottina non c'entra un cazzo, ma lui la chiamava cosi' che non ha finito le medie. La ghigliottina e' una stanza vuota con una corda a cappio appesa al soffitto, lui pigliava la corda la metteva al collo del pitbull e lo tirava su. Ora, non so se lo sapete, ma un pitbull, anche a tre mesi, pesa un casino, se contate che non erano nemmeno pitbull normali, che nei tre mesi d'affetto, per allenarli, il Mario li legava alla Focus e li faceva correre ai campi ogni giorno per almeno due ore. Mario e' fissato co sta storia delle corde. Comunque dicevo il peso, saranno stati almeno, che ne so, un sacco di chili e il Mario, potenza archimedica, li teneva su per la corda con un braccio solo. Che gia' c'aveva un fisico esagerato prima degli steroidi, ma questa e' una cosa che viene dopo. Dicevo, li teneva su' co sta corda fino a quasi farli morire. Quasi un cazzo, che il Mario ce ne ha persi un pacco di cani cosi', a soffocarli come un coglione, ma lui diceva che fa parte della selezione e al muretto del rione si sparava un sacco di pose. Insomma tirava su e giu' sti cazzo di cani sette o otto volte, poi usciva dalla ghigliottina, cambiava il vestito, e tutto affettuoso li "salvava", e i cani, coglioni e gregari, lo festavano, lo sleccavano e cazzi vari. Poi ci campava un'altro mese, con i soliti abbracci e cagate a porta aperta. Poi faceva la "zavorra", ultima ed efficacissima operazione. In pratica piombava il cane, gli attaccava addosso col nastro isolante una decina di chili di ferrame vario, lo prendeva e lo gettava in vasca. Quando stavano quasi per morire, e con quasi capite che voglio dire, li tirava fuori e mezzi morti, giu' sprangate e calci. Bisogna stare attenti a picchiare i cani. Ci vuole tecnica, li si deve beccare al busto, meglio sulla schiena, mai sui denti o le zampe, che se si rovinano, c'e' da ammazzarli e poi ti tocca pure portarli alla discarica, tutti insaguinati, che ti puzza la macchina per un mese buono. Dopo la zavorra di nuovo al gabbiotto per un tre settimane buone. Ora il cane sara' pure coglione, ma dopo che e' quasi morto almeno tre volte, la pazzia lo salva, e lo capisce pure lui che sei un figlio di puttana. Cosi', direttamente dal gabbiotto, il Mario vendeva il cane, che oramai era incazzato come una frigida a San Valentino. Il Mario faceva i migliori pitbull della citta', che ci venivano pure da fuori a pigliarli. Dopo che Bosman, il pit piu' cattivo mai fatto dal Mario, in un incontro stacco' tutte e due le orecchie e una zampa a Maghina, cane conosciutissimo e rispettato in tutta la provincia, si dice che il Mario abbia piazzato un paio dei sui per Venti milioni (VENTI MILIONI) a un boss del contrabbando della bassa Baviera, che quando parlano di comunita' europea ci si ride ancora. Ora e' successo che come al solito quando con una cosa ci fai i soldi ne parlano alla televisione, e tra controlli e cazzi vari il business non tira piu' e gli incontri ora si fanno con i cani di merda, che sono tutti truccati, cose per i turisti, la gente che scende dalle montagne, quelli che gli vendi l'aulin per cocco.
Cosi il Mario si e' rinnovato, che c'e' un termine tecnico specifico, che ora non mi viene a ricordare. Comunque il Mario, che per le bestie c'ha sempre avuto la sua inclinazione, ti ha trovato un giro bellissimo e quasi incontaminato. E' successo che il cognato del Mario faceva le missioni di pace. Dico proprio militare, persona per bene. E' successo che il cognato del Mario, tornato da quel posto che lanciavano le bombe intelligenti all'uranio, si e' beccato la leucemia ed e' morto. Ora non lo so se il Mario c'era andato a rubare o cosa, ma tra la roba del cognato ti trova una medicina uguale uguale a quella che smerciavano in palestra. In pratica una specie di superanabolizzante potentissimo. Ora io finalmente l'ho capito cosa vuol dire quando parlano di iniziativa individuale e delle menate varie del lavoro che te lo devi costruire, che il Mario, a pensarci, e' stato proprio bravo. Si e' iscritto a una specie di cosa ambientalista gemellata coi polacchi di Cernobyl o di dov'era, in pratica un posto di radiazioni. Si fa arrivare ogni mese una decina di cani con la leucemia. Il cane con la leucemia, se lo porti dal veterinario, ti prescrivono, a gratis, lo stesso superanabolizzante che dicevo prima. Come arrivano i cani, li piazza ai culturisti del giro suo, che, se gli va bene, per un anno c'hanno gli steroidi a sbafo. In pratica senza piu' dover raccogliere merde di cane per casa il Mario si alza quei cinquanta, sessanta pippi buoni al mese.
La cosa che ogni tanto a pensarci ci fa star male dal ridere, e' che ogni natale, i polacchi ambientalisti, a Mario, ci fanno pure una colletta per farci un regalo.


 

Il re.

Priapo giovane, capelli arruffati o corti e perfetti. coraggio di
dire, rivelarsi al meglio, consapevolezza. Sguardi lunghi, mani tese a
curare legami conquistati, necessari, sacrificabili. Stabilita' del
movimento, vuoti pieni, inutilita' irrinunciabile. Carisma
dell'assenza, indifferenza presente. Bicipiti grossi su braccia
sottili a girare volanti, timoni di mondi conosciuti, bagnati,
sorprendenti. E amore come nulla, perso negli occhi delle donne che
sanno, perso nello sguardo perso di chi trova e ha perduto.
Esperimenti infallibili, giochi mancati, per sentirne il sapore. E
noia coltivata, abbandono indeciso, rinuncia. Tutto. Sfondi di mattoni
rossi su carne nera e denti avorio. Come sempre, assuefatto da se
stesso, drogato dai lampioni. Re delle falene. Chiavi in tasca di un
diurno e una sigaretta spenta. Note nuove gia' sentite, nella musica
di sempre. Vernice bianca, maniglie. Passi scuri ma precisi, nel mosaico
del selciato.

E.

E' un orologio. L'unico rumore che sento, e' quello di un orologio.
Non posso muovermi, non localizzo il dolore, so solo che c'e', ed e'
forte. Credo sia del nastro isolante o un collant a legare le mani
dietro la mia schiena. Ho una gamba o un'anca rotta, un cupo pulsante
calore alla base della spina dorsale. La sete non mi fa respirare. La
mia faccia, schiacciata al suolo, e' umida, circondata da un liquido
inodore. Tiro fuori la lingua e cerco di distinguerne il sapore. E'
sangue. Mi sorprendo a sperare che sia mio. I miei pensieri si
perdono, incontrollabili, in una sensazione di piacevole abbandono,
perdo i sensi, di nuovo. Sto provando a respirare quando
riprendo coscienza, tossisco, con un energia insperata, cercando
varchi tra il vomito che occlude le mie vie respiratorie. Di nuovo
presente, cerco risposte alle domande piu' ovvie. Non lo so, non
ricordo da quanto e perche' sia qui. Non ho fatto del male a nessuno,
non ho fatto del male a nessuno, continuo a pensare, chi puo' odiarmi
tanto. C'e' una luce, c'e' qualcuno, vuole colpirmi. La paura mi
sveglia dall'ennesimo incubo, ansante e ancora solo.
La percezione dello spazio sta svanendo, come quella del
tempo, che mi ha gia' abbandonato da. Sto morendo. Solo e immobile,
sto morendo. Sto morendo. Ammesso che sia mai stato vivo.

 

 

 


InsiderSplitting: inguaiarsi con una puttana.
(Manuale pratico per instaurare codipendenze da
border line con personalita' istrionico narcisistica)

"Lo so bene. Anni di noia. Mi annoiavo cosi' tanto che ho preso a
giocare. Ed ero bravo. Un gioco cosi' perfetto e riuscito da sembrare
realta'. E poi piu' che realta'. Migliore della realta'. Incastri
precisi e giorni pieni, barcamenarsi tra le regole, crearle. E poi
coinvolgere come nulla. Appena trovavo qualcuno di interessante lo
tiravo dentro, lo risucchiavo. E Cristo se ero bravo, se giocavi con
me ti divertivi, tanto, non potevi piu' farne a meno. Ma un gioco per
essere divertente deve prevedere anche la sconfitta, e giu' a dosare
sentimenti e stati d'animo, premiare, punire. L'importante, per
sedersi al tavolo, era non annoiare, non essere banali e soprattutto
non tirarsi indietro, mai. Altrimenti via, come niente, fuori dal giro.
Quando sceglievo un protagonista o meglio un coprotagonista, era un
evento. Era bello trasformare le cose, le persone, quasi sempre le
donne. E' questo che si cerca nella vita, un evoluzione, ed io ero li'
a guidare, ispirare, correggere.
E poi, a un tratto, finito. Si vedeva.
Sulla faccia, chiara, stampata, gigantesca. La fatica.
Cosi', gli steroidi dell'egocentrismo e dell'auto gratificazione hanno
smesso di pompare.
La fine.
E' stata dura, non puoi immaginare.
Impossibile sperare in una resurrezione.
Impossibile desiderare una resurrezione.
E cosi' sono arrivato io, quello che conosci anche tu.
Quello per la sigaretta dopo il caffe'.
Quello con un passato alle spalle, quello incapace di ricordare chi era.
Quello cavo.
Le mani tremano e tu ridi, mi sottraggo e chiedi perche'.
Ti evito.
Ora sai perche’.
Ora sai chi sono.
Ora sai che so chi sei tu.
Io ti conosco.
Io conosco il tuo gioco e so che fa male.
E non permettero' che ti distrugga.
Non lo permettero'.
Che tu lo voglia
o meno
io ti salvero'
da questo enorme vuoto
fuori
e
dentro
te"


8 e’ un bel numero.

Regalami un Tampax per fermare i miei cicli, tipo quella che si buttava
col paracadute sorridendo, molto anni ottanta. Non sono
abbastanza stanco per andare a dormire, non sono abbastanza sveglio
per fare qualcosa. Il Vhs e' un formato superato, il Betamax era
nettamente superiore ma non e' stato supportato dalle case
cinematografiche. Non sono abbastanza bello da far innamorare le
donne, non sono abbastanza brutto per farle scappare. Sono moltissimi
i paesi che non hanno l'estradizione con l'Italia anche per i crimini
piu' gravi, in teoria, con un minimo di accortezza si potrebbe
uccidere chiunque e poi andare a prendere il sole. Non sono abbastanza
pazzo per uccidere qualcuno, non sono abbastanza sano per non
desiderarlo. La musica italiana negli anni settanta era qualcosa di
scandaloso e poi penso che mio figlio vedra' i lunapop e avra' di me
una scarsissima considerazione. Non sono abbastanza felice per amarti,
non sono abbastanza triste per piangerne. Credo che ci sia una cattiva
informazione, i tizi piu' leccaculo, stupidi, mediocri e gregari che
conosco stanno tentando di diventare giornalisti. Non sono abbastanza
coraggioso per scappare dal mio mondo, non sono abbastanza spaventato
per accettarne le regole. Google e' il piu' utilizzato motore di
ricerca al mondo, una delle componenti fondamentali del suo algoritmo
e' costituita dal calcolo del pagerank, operazione che attua di media
ogni quattro settimane servendosi di uno spider apposito denominato
deepcrawl. Non sono abbastanza intelligente per essere ricco, non sono
abbastanza stupido per esserne felice. Le associazioni dei consumatori
sono composte per lo piu' da grandissimi figli di puttana. Non sono
abbastanza arrabbiato per lanciare bombe, non sono abbastanza calmo
per comprare Repubblica. In assoluto il piu' bel film mai prodotto in
tutta la storia del cinema mondiale e' "C'era una volta in America",
in particolare la scena in cui qualcuno dice: "Noi siamo come il
destino, chi va a star bene e chi va a prendersela nel culo".


Spesso.

Scusa se torno,
ma proprio non va.
Ci sono settimane con troppi martedi'.
E io soffro che non riesco neanche a dire.
Ho smesso coi ricatti e il dolore fa piu' male.

E' troppo.
Tutto troppo.
Nemmeno piu'le unghie,
che per fame di realta'
ho inghiottito le falangi.

Sugar black,
Si fa assai prima.
che forse lo sbaglio
e' nell'arma troppo lenta.

Dimenticami spesso
ti ho detto una volta,
che l'ho sentito in un film,
che ero stanco e suonava da dio.

Dimenticami spesso.

Una basta.

Nella notte piu' lunga sono solo nel solito bar. Qualcono ride
lontano, ride di me. Quando bevi per rabbia non ti ubriachi mai,
l'ebbrezza sale sempre nel momento sbagliato, quando il coraggio
sembra sparito e la disperazione porta come unico dono un'inutile
inerzia.
Mi sono lasciato scegliere, e' colpa mia. Ho ottenuto cio' che volevo,
come sempre. Nell' incapacita' di decidere ho posto le mie
incomprensibili manie come unico filtro per un mondo ostile.
Un'infinita serie di minuscole barricate tra un me perfetto e
immaginario ed un qualsiasi tipo di reale contatto. E' arrivata lei,
saltatrice d’ostacoli, a colpire dritto nel cuore di un me
irresponsabilmente sguarnito. E quella determinazione, quell'apparente
irrinunciabile bisogno, mi hanno spinto a una resa condizionata,
vittoria mutilata, comoda mancanza di bisogni giustificatori.
E' la rinuncia a nuove e facili abitudini, un simulacro d' orgorglio,
la semplice constatazione del significato e dell' esistenza della
parola tradimento o l'immagine di me, armato di un enorme lente
d'ingrandimento, intento a cercare tracce di sperma sui miei
asciugamani, a regalarmi dilatati, studiati momenti di quella che un
saggio e sconosciuto amico chiama tristezza molesta.
Li ammazzero', sul ponte di un fiume asciutto, un freddo caldissimo,
e' l'unico pensiero: li ammazzero'. Una pistola da cartone animato,
tanto grande e lucida da sfiorare il ridicolo. Cinque proiettili
limati. Basteranno. Per tutto.
Sono in un telefilm, in una commedia americana, la mia sofferenza e'
un luogo comune, spunto e fulcro per milioni di gag da seconda serata,
con la chiave infilata per meta' nella porta di casa da un imprecisato
numero di incalcolabili, pesanti minuti.
L'ho fatto, inghiottito dal mio materasso ad acqua, incredulo e
sorpreso da me stesso, dai miei ultimi cinque minuti di vita.
Sono entrato in casa e li ho trovati li', sul divano. Lei gemeva, per
almeno dieci secondi sono rimasto a guardarli, misteriosamente
invisibile ai loro occhi, dieci secondi passati a sentire i suoi
mugolii, tanto dolorosi e familiari. Finalmente si accorgono di me,
lui mi guarda, per un crudele istante, terrorizzato, dritto negli
occhi, tiro fuori la mano dalla tasca, indico lei: "Quando fa cosi' finge"
dico, e vado a sdraiarmi sul letto.

Folla. (Plagio)

Cosa ti dici per rimanere calmo?
Ci terrei proprio a saperlo.
Sei soddisfatto della tua vita? Sei appagato? Lo sei sempre?
Cosa fai per evitare te stesso?
Ti butti nei sogni? Ci sguazzi? Li coltivi giocando al superenalotto?
O ti incazzi col mondo che non ti riconosce il dovuto?
O ti incazzi con te stesso perche' non sei abbastanza ... ?
Non sei abbastanza.
Scacci i pensieri grossi? Li lasci al cesso come dice il bevitore di mojito?
O ci sguazzi, godendo dell'affanno?

Ci terrei a sapere come fai.
E sai perche'?

Perche' mi anticipo un'altra verita': non ti credo quando dici che
l'angoscia che ho dentro e' figlia dei vent'anni.
Non ci credo.
E' un fuoco troppo caldo da spegnere col tempo.
Crederei piuttosto al contrario.
Crederei se mi dicessi che il calore alimentato da anni di sconfitte
diventa cosi' insopportabile da non poter essere piu' affrontato, piu'
guardato, piu' pensato.
Crederei alla tua paura.

Cosa aspetti?
L' "Amore" ?
Un editore?
Un ventenne con la giacca di pelle?
Un'altra vita?

Perche' non parti?
Vai.
Ora.
Il lavoro?
La famiglia?
I soldi?
A chi la racconti?

Non parti perche' ci hai gia' provato.
Sei andato e non hai trovato un cazzo.
La stessa solitudine, gli stessi sguardi vuoti e la stessa paura.
Andare lontano non e' morire.
Un nuovo mondo non e' rinascere.
Sei sempre solo con la tua vergogna, i tuoi piedi sudati.

Domani compra i fiori.
Prepara un bel pranzetto.
Allisciati i capelli.
Avessi il coraggio di guardarti intorno e capire dove sei,
continuando a respirare.


Gambe d’elefante

Il vecchio ha paura a far le file. Per questo e' fissato coi semafori.
Il vecchio e' stato in manicomio e ne parla bene, che' scopava nei
magazzini con le adultere ninfomani.
Il vecchio e' quasi morto un'infinita' di volte, il vecchio ha paura
della gente.
Il vecchio ascolta Mahler e fuma aguzzo. Il vecchio e' convinto che
Shakespeare sia una checca.
Il vecchio ama la poesia e odia i poeti.
Il vecchio sa.
Il vecchio e' sudicio e immorale, il vecchio si odia e si distrugge,
il vecchio prega bestemmiando, il vecchio e' dignita'.

Grazie vecchio.
Grazie ancora.

 

Thesaurus

Sara’ il pentimento, in un giorno fra tanti.
Piu’ vecchio e piu’ arreso pesero’ la sfortuna.
Confortanti accuse a un passato incosciente.
Pensiero gelido.
Contero’ le nottate, strigliero’ la mia tempra,
come padre adottivo per un figlio anormale.
Pensiero gelido.
Tossiro’, rinnegando i sospiri.
Tutto chiaro e invisibile come corsa perduta.
Ingollando rancore, miele amaro e bollente, calmero’ le inquietudini, oltraggiando il destino.
Primitivi brandelli in memoria di notti, cieli vuoti e impassibili,
spenti fremiti immobili, da condurre col filo.
Con le lacrime asciutte,
fingero’ di capire,
mendicando altre vite,
Da rincorrere ancora.

 

 

Scroll.


Che male ho fatto per meritare me stesso


un giorno ci rideremo su
un giorno ci rideremo su

dovrei chiedere scusa
ma non e' una gran mossa
adesso sembra

davvero finita

Grazie

in te sono morto

e rinato

giustifico:

il mio nascondiglio
svelato dal caso

non avrei dovuto
non volevo

scuse
che non
sentirai
mai


in te sono morto

e rinato

scuse che non
raccoglierai
mai

non volevo sporcarti trascinandoti di peso in quella che chiamo
mia vita
ho sbagliato a non prendere le giuste misure a non uscirne per tempo
ad aspettare
i tuoi arrivi

sembrava cosi' vero
non hai idea

sei la cosa piu' bella
che non stringero' mai

sembra ancora
cosi' vero

non hai idea

sembra tutto
quasi vero

 

Pompini:

C'era questa strada. Questa strada zitta che vola via http://www.swonderful.net/

Perche' tutto questo volere non diventa energia e non ci spazza via
http://www.afterhours.it/

Sei qualcosa di impossibile da raggiungere. Ma e' soltanto una questione di tempo sonymusic.it/bluvertigo

Deduco da
una frase del Vangelo che è meglio un imbianchino di Le Corbusier. http://www.battiato.it/

Carceriere di me stesso con la chiave in tasca invoco liberta' geocities.com/SoHo/2834

Non so fare rinunce non so fare sacrifici mi affido all'istinto ed ai suoi benefici http://www.bandabardo.it/

E gli altri bambini ti prenderanno per il culo per il semplice fatto che non stai in fila con loro http://www.novenove.it/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"E tuttavia io non andro' in giro a dire che sono sazio, quando invece ho fame"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maesta' il denaro"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"E su un tabbellone appare la faccia di tua madre, infilzata come si deve, reclamizzando l'avversita' come norma"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Era la testa di un signore che con la morte vicina giocava a biliardino"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"C'era una donna a Bahia, si ubriacava di noia e sake', sotto una vecchia sequoia, ballava il samba e cantava per me"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"L'alternativa e' la birreria, il lavoro, il risparmio, il normale sfaldarsi del corpo"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Lui ti offre la sua ultima carta, il suo ultimo prezioso tentativo di stupire"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Intatta, con le stesse mutandine rosa, non piu' bandiera di un vivissimo tormento ma solo l'ornamento di una bella sposa"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Ed il piu' grande conquisto' nazione dopo nazione e quando fu di fronte al mare si senti' un coglione"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Non ha mai pagato per fare l'amore"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Siamo noi, siamo in tanti,
ci nascondiamo di notte per paura degli automobilisti, dei linotipisti siamo gatti neri, siamo pessimisti, siamo i cattivi pensieri"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Se capiste con che sguardo lui ci guarda mentre noi stiamo suonando"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Io odio.
E' un fatto di appartenenza"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Questi fiori blu ci deviano"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Tutti loro pensavano di essere balordi e disperati e tormentati, ma nessuno di loro avrebbe mai fatto altro che scrivere e ciascuno era convinto che l'unica persona che poteva star peggio era un altro scrittore, perso chissa' dove, e quando uno di loro mischiava troppi brandy e pillolette viola o si piazzava la canna di un revolver proprio dietro l'orecchio, gli altri ne provavano dispiacere, ma anche la sensazione di riconoscersi"